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“La Via di Francesco”

Categoria
Escursionismo
Data
Sabato 16 Ottobre - Domenica 17 Ottobre

Sabato 16 e Domenica 17 Ottobre 2021 

“La Via di Francesco”

Parco Nazionale Foreste Casentinesi 

Referenti: Ivan Del Vecchio 3392410365    Nico Pagano   3409110595   

Descrizione     La via di Francesco è un cammino per raggiungere Assisi sui passi di San Francesco partendo da Nord (La Verna) o da Sud (Roma). La “Via di Francesco” è un itinerario a piedi, in bicicletta e a cavallo che collega tra loro alcuni luoghi che testimoniano della vita e della predicazione del Santo di Assisi; un cammino di pellegrinaggio, che intende riproporre l'esperienza francescana nelle terre che il Poverello ha calcato durante la sua vita di predicatore.  Proprio nell'aderenza alla storia di Francesco la “Via” trova la sua plausibilità e il suo fascino: i paesaggi sui quali l'occhio del pellegrino si posa sono i medesimi che hanno rallegrato il cuore semplice di Francesco; le località di tappa conservano la memoria delle sue parole e delle sue gesta; la gente che si incontra lungo il cammino è imparentata con lui.  L'Umbria e la Toscana sono rimaste, nonostante tutto, le terre di Francesco, nutrite di una spiritualità che parla di amore per le piccole cose, di rispetto e gratitudine per il creato, di accoglienza generosa dell'altro, chiunque egli sia. Camminare lungo la “Via di Francesco”, allora, costituisce un autentico cammino dello spirito, che viene incontro al desiderio dell'uomo, anche dell'uomo d'oggi, di ricercare nelle profondità di sé stesso il senso della propria esistenza.  La figura di Francesco, che giganteggia in Assisi, meta del cammino, accompagna in realtà per tutto il percorso, parlando alla mente e al cuore del viandante della possibilità di condurre la vita quotidiana in piena armonia con il mondo, con l'uomo e con Dio.  È un'arte di vivere preziosa, che è il più autentico frutto del cammino verso Assisi: un regalo che l'Umbria e la Toscana di Francesco sono capaci di fare al pellegrino, come ad ogni persona che le si accosti con l'animo aperto.  Noi effettueremo le prime due tappe del cammino partendo da Nord e precisamente da “Chiusi della Verna a Pieve Santo Stefano” e per poi proseguire fino a “San Sepolcro”.

Caratteristiche tecniche e livello difficoltà escursione

Tappa 1 - da La Verna a Pieve Santo Stefano Dal Santuario de La Verna a Pieve Santo Stefano attraverso le Foreste del Parco del Casentino in Toscana. Partiremo di buon’ora dal paese di Chiusi della Verna e saliremo all’Eremo per il sentiero CAI 050 che attraversa per un primo tratto il “Bosco delle Fate”. Dopo una ripida ma breve salita raggiungeremo la Cappella degli Uccelli, edificata nel 1602 a ricordo della festosa accoglienza data da una moltitudine di uccelli a San Francesco la prima volta che raggiunse il monte della Verna. Pochi passi, ancora in salita, e, attraversando il Portale Meridionale, come facevano gli antichi pellegrini, accederemo al Santuario. (tempo da Chiusi della Verna al Santuario: 1 ora - ascesa 180 m - Km 2,7) Dopo aver visitato e meditato sui luoghi di San Francesco a La Verna, percorrendo il sentiero CAI 051 raggiungeremo la cima del Monte Penna (1.283). (dal Santuario La Verna al Monte Penna: 0,30 ore - ascesa 220 m - Km 1,4- discesa dal Monte Penna al Santuario: 0,20 ore - Km 1,4) Dopo essere ritornati al Santuario inizieremo la prima tappa del cammino nella natura cantata da San Francesco.  Dislivelli impegnativi nei primi 6 km, ma la parte restante del percorso è tutta in discesa.  Avvicina il pellegrino alla bellezza della natura cantata da Francesco. La Verna non è solo il punto di partenza, ma uno dei luoghi più sacri e coinvolgenti di tutto il cammino di San Francesco d’Assisi.  La tappa è di media difficoltà, la salita è progressiva, ma ci sono due strappi in ripida ascesa sul Monte Calvano e il Monte Modina che serviranno per abituare le gambe al cammino. I primi 7 km della tappa vanno affrontati con passo lento e godendo della bellezza dei boschi con il foliage autunnale che qui sono al loro massimo rigoglio. I restanti 8 km sono in discesa su strada sterrata bianca e comoda.  Le fonti d'acqua sono presenti solo ad inizio e fine tappa e non sono presenti centri abitati lungo il percorso.  Ricordarsi di riempire la borraccia con almeno 1,5 litri d'acqua.  Pieve Santo Stefano è nota come “la città del diario” perché ospita un affascinante archivio pubblico, che raccoglie scritti di gente comune in cui si riflettono, in varie forme, la vita di tutti e la storia d’Italia: sono diari, epistolari, memorie autobiografiche. 

Tappa 2 - da Pieve Santo Stefano a Sansepolcro                                                                                                             Da Pieve Santo Stefano a Sansepolcro, attraverso la Riserva Naturale dell'Alpe della Luna, facendo sosta presso l'Eremo Francescano di Montecasale. Tappa dura, ma i paesaggi naturali e gli Eremi Francescani diventeranno tra i più bei ricordi del cammino.  La lunghezza della tappa può essere ridotta scegliendo di fermarci ad una delle tappe intermedie.  I dislivelli impegnativi renderanno lento il passo, ma forse sono un modo adatto per conoscere la “perfetta letizia” di San Francesco. Ogni cammino ha la sua sfida impossibile, la tappa che si dispera di superare, ma alla fine della giornata scoprirai la grande gioia di aver superato tutti gli ostacoli.  Partiremo presto e procederemo con calma. Valuteremo di ridurre il cammino, scegliendo di fermarci in una delle tappe intermedie.  Il primo tratto presenta una salita lunga e impegnativa. Merita una deviazione e una sosta l'Eremo del Cerbaiolo.             Da Viamaggio (9,8 km) inizia un tratto molto ripido e faticoso nel bosco. Un tempo lungo questo tratto correva la “Linea Gotica” punteggiata dalle opere difensive che nel 1944 l’esercito tedesco realizzò sull’Appennino Centrale per bloccare l’avanzata degli alleati. Le memorie della guerra lasciano il posto a fortuiti incontri con caprioli e daini nella Riserva dell'Alpe della Luna. Alberi maestosi, paesaggi d’alta quota, qui la troverai la natura cantata nel Cantico delle Creature di San Francesco. Luogo dove fermarsi a meditare e riposare è l'Eremo di Montecasale, dove si respira la presenza di San Francesco, che qui passò e convertì tre ladroni. Si prosegue in discesa verso Sansepolcro, il cui nome rimanda a due pellegrini che rientrati dalla Terra Santa qui fondarono una comunità monastica. La città è un vero scrigno di bellezza e conserva le preziose opere di Piero della Francesca, Rosso Fiorentino e altri maestri del Rinascimento.  

Coordinate GPS punto raduno inizio cammino

Inizio sentiero  Lat.43°42’19” N Long.11°55’35” E 

Dotazione personale obbligatoria e abbigliamento consigliato 

È obbligatorio l’uso di scarponi da trekking a collo alto. Bastoncini telescopici. Lampada frontale con batterie di ricambio. Indumenti di protezione da eventuale pioggia e protezione solare. Dotazioni personali di acqua, snack e pranzo al sacco.    Norme comportamentali Si rimanda alle norme comportamentali del CAI. “La sezione CAI di Avellino e i direttori di escursione declinano ogni responsabilità per danni a persone e/o cose.                                             

  I partecipanti devono essere consapevoli delle proprie forze e sono responsabili di loro stessi e del proprio comportamento”. 

Adesione e raduno partenza  Raduno Venerdì 15 ottobre ore 14.00 parcheggio Prenatal Torrette di Mercogliano. Ore 14.15 partenza per Chiusi della Verna con auto proprie. Soggiorno in B&B oppure Hotel a Chiusi della Verna e Pieve Santo Stefano (AR). I costi per pernottamento e spostamento sono da valutare in base al numero dei partecipanti che comunque non potranno superare le 20 adesioni per motivi organizzativi e di logistica. Prenotazione obbligatoria presso i direttori entro il 3 Ottobre. 

  Nota: L’adesione all’attività si concretizza confermando ai referenti la propria partecipazione entro i termini sopra indicati e intende l’accettazione senza condizioni del programma proposto, che l’aderente è a conoscenza delle caratteristiche e difficoltà dell’escursione, che ha abbigliamento e attrezzatura adeguati e sufficienti, che ha valutato che la stessa è conforme alle proprie capacità tecniche e attitudini fisiche e che non ha patologie tali da renderlo non idoneo all’attività proposta.