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Diventa volontario del soccorso alpino!

Soccorso AlpinoIl corpo nazionale soccorso alpino della Campania (http://www.cnsascampania.it) cerca volontari interessati a farne parte.

Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) è un servizio di pubblica utilità, del Club alpino italiano. Le finalità del CNSAS, definite con chiarezza dalla legge, sono:

  • il soccorso degli infortunati, dei pericolanti ed il recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale
  • contribuire alla prevenzione e alla vigilanza degli infortuni nell’esercizio delle attività connesse in queste zone
  • concorrere al soccorso in caso di calamità, in cooperazione con le strutture della Protezione Civile, nell’ambito delle proprie competenze tecniche e istituzionali.

Il CNSAS provvede al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Contribuisce inoltre alla prevenzione e vigilanza delle attività riguardanti gli sport di montagna e alle attività speleologiche in queste stesse zone. Essendo anche una struttura nazionale operativa del servizio nazionale della protezione civile presta attività al di fuori dell’ambiente montano in caso di calamità naturale.

Al CNSAS è inoltre affidata la funzione di coordinamento nel caso di intervento di diverse organizzazioni di soccorso in ambito alpino o in ambiente impervio od ostile, e le sue strutture sono indicate alle regioni come «soggetti di riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso nel territorio montano ed in ambiente ipogeo».

Il CNSAS si articola sul territorio attraverso 21 Servizi costituiti ognuno per ogni regione o provincia autonoma dello Stato italiano. Ad essi convergono 31 Delegazioni alpine e 16 Delegazioni speleologiche che a loro volta racchiudono i Nuclei operativi, chiamati Stazioni, cui spetta il compito di portare soccorso. Le Stazioni alpine sono 242, mentre quelle speleologiche sono 27.

Per essere volontario del CNSAS occorre essere iscritti al Club Alpino Italiano  e di età compresa tra i 18 e i 45 anni, dopo il superamento delle prove di ammissione, necessarie per la verifica dei requisiti richiesti.

La domanda va presentata al responsabile della Stazione CNSAS competente per territorio, corredata del curriculum dell’attività alpinistica o speleologica degli ultimi due anni e di un certificato medico.

I requisiti richiesti per far parte del soccorso alpino sono la capacità di movimento su tutti i terreni di montagna, arrampicata su roccia da capocorda (4°UIAA) e su ghiaccio (60°), sci su tutti i tipi di neve e residenza in una zona montana, mentre con riguardo al soccorso speleologico occorre la conoscenza della tecnica di arrampicata e di movimento in grotta, capacità di attrezzamento e di progressione su corda e in meandro.

Coloro che sono interessati possono contattare  il presidente del Servizio Regionale della Campania GIROLAMO GALASSO al n. 331-4597777 o con e-mail  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Lavori in montagna nella prima metà del xx secolo

Venerdì 22 Gennaio 2016 alle ore 19:30, presso la sede del CAI-AVELLINO, sarà proiettato il documentario: “Il Lavoro sulle montagne irpine nella prima metà del XX secolo.

Il filmato, promosso e finanziato dal CAI-TerreAlte, presenta le attività lavorative, delle comunità montane delle nostra provincia, fra il 1930 ed il 1950, attraverso documentazione fotografica e musicale dell’epoca.

Si invitano i soci a partecipare ed a coinvolgere anche le giovani generazioni che, attraverso la visione del filmato, potranno conoscere sistemi di vita ed attività lavorative ormai scomparse.

 

Lungo la Via Francigena come un pellegrino del Medioevo

La sezione Cai Avellino, il Touring Club Italiano – Club di Territorio Terre di Irpinia e l’Associazione Sinergie di Bisaccia stanno organizzando  un cammino lungo la Via Francigena, con partenza da  Canterbury indirezione Roma e passando da Dover, per una esperienza veramente  unica. Ma cosa si prova si cammina lungo l'antica via Francigena?  Non è un'esperienza di tutti i giorni quella dipercorrere sentieri battuti da più di 1000 anni da monaci, vescovi, viaggiatori, scrittori, vagabondi.Ma come si riconoscevano fra di loro i pellegrini? Una pratica ancora diffusa oggi fra chi affronta ilCammino di Santiago de Compostela, ma anche la Via Francigena, è quella di salutarsi al suono di "Ultreya"(sempre più avanti) e di rispondersi "Suseya" (sempre più in alto), cioè un augurio di buon cammino, nonsolo nel senso fisico ma  anche in quello spirituale.

Con l'ingombrante petaso in testa, il cappello tipico dei viandanti dal tempo dei macedoni, i pellegriniavanzavano sotto la pioggia battente e sotto il sole cocente senza mai guardarsi indietro.Quando la tramontana iniziava a soffiare più forte, l'intrepido pellegrino si rintanava nel pesante mantello.La piccola bisaccia legata alla vita custodiva i pochi spiccioli per il viaggio; la strada è lunga ed il pellegrinosapeva che non gli sarebbero bastati per sostentarsi fino a Roma, ma confidava nella carità di chi avrebbeincontrato lungo il cammino.I pellegrini moderni sono molto diversi dagli antichi viaggiatori del Medioevo ma spesso sono animati dallostesso fuoco di scoperta e misticismo di un tempo.

Con comodi scarponcini, zaino regolabile, maglietta,felpa, giacca a vento e k-way tutto è molto più facile, ma 1600 chilometri attraverso luoghi che non siconoscono, con il peso sulle spalle, il sole a picco, la pioggia, il vento, le piaghe ai piedi e pochi ricoverilungo la via dove trascorrere la notte, sono una vera avventura anche nel ventunesimo secolo.Il cammino si svolgerà nel periodo 1° settembre – 18 novembre 2016 e prevede tre percorsi della durata diuna settimana ciascuna  e si rivolge a chi vuole vivere questa esperienza davvero irripetibile.Coloro che sono interessati possono dare la loro adesione a Donato Celia al numero   377 160 31 72 o cone- mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La presentazione si terrà a Bisaccia in via Mancini alle ore 17,30 di sabato 30 gennaio.

Presentazione del programma regionale delle attività 2016

Sabato 23 gennaio 2016, alle ore 10.00, presso la sede della Sezione CAI di Piedimonte Matese Piazza della

Vittoria, San Potito Sannitico (CE), vi sarà la consueta presentazione delle attività del nuovo anno da parte 

delle sezioni campane del Club Alpino Italiano.

Nel corso dell’incontro, sarà inoltre presentata la pubblicazione sul decennale della

“TRAVERSATA DEL PARCO REGIONALE DEL MATESE”

Fiaccolata a Montevergine del 27 Dicembre

Quinta edizione per la Fiaccolata a Montevergine, un appuntamento “natalizio” che la nostra Sezione di Avellino ripropone per tenere sempre viva una tradizione ormai plurisecolare.

Nella suggestione di un attraversamento notturno nel periodo più “mistico” dell'anno, si coniuga così la nostra passione per la montagna con l'approccio al Santuario mariano, che costituisce uno dei siti di culto più importanti del Meridione; basti solo ricordare che durante il periodo della II Guerra Mondiale vi fu custodita la Sacra Sindone.

L'evento di domenica ha visto la partecipazione entusiastica di oltre quaranta persone fra soci e simpatizzanti, che hanno potuto ammirare, già a mezza costa, il meraviglioso spettacolo di un tramonto rosso fuoco alle spalle del Vesuvio e dei Monti Lattari sino ad intravedere il mare di Napoli in un cielo straordinariamente luminoso. E più oltre, sul far della notte, la valle di Avellino trapunta di luci e colori mentre già si udivano i rintocchi profondi delle campane della Basilica.

E quindi le fiaccole, accese nei pressi del MIGLIO SACRO, ad illuminare il cammino, il cammino di dentro, quello della mente e del cuore per squarciare le tenebre dell'indifferenza e dell'odio in una stagione di guerre striscianti, di terrore e di migranti offesi e vilipesi.

Perché il C.A.I. è anche questo: dare a chi partecipa a taluni eventi un po’ speciali una opportunità in più di riflessione e di meditazione. Si, perché varcare tutti insieme la Porta Santa di Montevergine ed ascoltare la Messa officiata per noi da Padre Benedetto possa costituire un momento di arricchimento spirituale ed anche culturale.

Si, perché salire sulla montagna serva sempre a migliorarsi.

La montagna unisce.

 

ANGELO TOMASETTA

SOCIO DELLA SEZIONE C.A.I. DI AVELLINIO