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PAESAGGI TERRAZZATI - scelte per il futuro -

In vista del Congresso Mondiale sui Terrazzamenti, che si terrà il 6-15 ottobre 2016 nel Veneto, il Comitato scientifico del CAI – raggruppamento regionale della Campania ha organizzato un ricco programma di attività escursionistiche che si svolgerà in Costiera Amalfitana e Ischia.

Il congresso ha per scopo la valorizzazione dei paesaggi terrazzati che costituiscono un patrimonio inestimabile in tutto il pianeta, dove da sempre la vita si è sviluppata, sia pure in condizioni disagiate; oggetto di attenzione negli ultimi decenni in tutto il mondo, molti di essi rimangono abbandonati e sono a rischio di degrado, con perdite immense del loro patrimonio culturale .

Il terzo Incontro mondiale sui Paesaggi Terrazzati vuole conferire ulteriore spinta alla valorizzazione di tali paesaggi  e costituirà una occasione per  far conoscere il nostro immensa ricchezza che caratterizza il nostro paesaggio montano e costiero.

Le escursioni  organizzate dal CAI hanno essenzialmente un carattere naturalistico e prevedono visite guidate a centri storici, ambienti rurali e a realtà culturali locali della nostra costiera amalfitana.

 

 

Allegati:
Scarica questo file (Itinerari 2016 di luoghi Terrazzati - CAI Comitato Scientifico e Raggruppamento Regionale Campania.pdf)Dettagli[ ]198 kB

Uomini e montagne: Reinhold Messner

“Spesso noi scalatori veniamo descritti come degli eroi. Invece andiamo nella natura selvaggia proprio per riscoprire la nostra fragilità.” E’ una delle riflessioni di Reinhold Messner, alpinista, esploratore, scrittore, politico e agricoltore italiano, ma soprattutto leggenda vivente dell’alpinismo mondiale. Cresciuto nel sud Tirolo, a soli 5 anni, in compagnia del papà, compie la sua prima ascensione dolomitica sul Sass Rigais e appena teen-ager inizia a scalare le vette della Val di Funes. Numerosi sono i libri scritti da Messner dove, svelandosi, racconta le sue esplorazioni e scalate, così come molte sono le pubblicazioni che ne descrivono il carattere e la personalità e affrontano la filosofia delle sue avventure. Di recente a occuparsi di Reinhold è il lungometraggio “Messner Der Film”, dove viene mostrata la dimensione umana e si racconta l’avventurosa vita del grande alpinista; film che potremo vedere in sede martedì 1° marzo, alle ore 19,30. 

Corso di introduzione alla speleologia

Per coloro che sono attratti dal fascino del mondo sotterraneo e vogliono conoscere le meraviglie che si nascondono all’interno delle grotte, il gruppo speleologico della sezione di Avellino del CAI, con il patrocinio della Federazione Speleologica Campana, organizza un corso di introduzione alla speleologia. Il corso viene svolto con l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano ed ha la finalità di fornire elementi di conoscenza tecnica , culturale e pratica per poter svolgere in sicurezza attività speleologiche e vivere in pieno l’entusiasmo di una esplorazione. Il corso si svolge nel mese di maggio e nell’inizio di giugno ed è organizzato in lezioni teoriche e pratiche. Maggiori dettagli sono forniti nel programma e nel regolamento allegati.

 

Il Monte Bianco per la via Ratti

L’ascensione al monte Bianco è il sogno che ogni alpinista custodisce. Arrivare in cima, a detta di chi vi è stato, è una esperienza indimenticabile. Il panorama infinito e la percezione di essere sul punto più alto dell’’Europa ripagano la fatica richiesta e i rischi che si corrono. Vi sono diverse vie per giungere sulla vetta. Una di questa è la via italiana o Via Ratti; la meno frequentata e la più difficile, ma di straordinaria bellezza, tra splendidi ghiacciai e creste affilate. Nel corso dell’estate del 2014, una cordata di quattro alpinisti del Club Alpino di Salerno e Avellino ha raggiunto la punta del Monte Bianco percorrendo proprio la Via Ratti. Di questa avventura, il giorno 26 febbraio 2016, alle ore 19,30, presso la sezione CAI di Avellino, l’alpinista Marco Del Regno, ci racconterà i dettagli, mostrandoci le foto e il filmato.

Storie di uomini e di montagne: i primi sull’ Everest

Il 29 maggio 1953 due esperti alpinisti, il neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa nepalese Tenzing Norgay, raggiunsero la vetta dell’Everest, la montagna più alta al mondo che fa parte della catena dell’Himalaya, al confine tra Cina e Nepal. La spedizione di Hillary e Norgay era formata da 15 alpinisti ed era guidata dal colonnello britannico John Hunt, invitato a diventare capo della spedizione dal Joint Himalayan Committee, formato dall’Alpin Club e dalla Royal Geographical Society. Il gruppo guidato da Hunt si riunì in Nepal, verso metà febbraio, a Katmandu e dormirono nell’ambasciata britannica. Ai primi di marzo, venti sherpa scelti dal Club dell’Himalaya arrivarono a Katmandu per aiutare gli uomini della spedizione a trasportare la loro attrezzatura fino al luogo di partenza; a capo del gruppo degli sherpa c’era Tenzing Norgay, che aveva già tentato di scalare l’Everest altre sei volte ed era considerato il miglior sherpa alpinista di tutto il mondo. La scalata fu difficile e faticosa: furono imbastiti diversi campi base e la salita fu molto lenta. Una prima coppia di alpinisti, formata da Tom Bourdillon e Charles Evans, fu scelta dal capo spedizione per raggiungere la vetta: il 26 maggio i due riuscirono ad arrivare a soli 100 metri dalla cima, ma furono costretti a tornare indietro esausti per mancanza di ossigeno. Il giorno successivo, Hillary e Norgay decisero di fare un secondo tentativo: salirono dal percorso del Colle Sud e raggiunsero la vetta; nei 15 minuti in cui rimasero in cima, scattarono delle fotografie, seppellirono alcuni dolci e piantarono una piccola croce in mezzo alla neve. E’ la storia raccontata nel video che martedì 23 febbraio, alle ore 20, in sede potremo vedere insieme.