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Diventa socio Cai Avellino: i buoni motivi!

-Impari a conoscere la montagna e ad andarci con preparazione e prudenza.

-Puoi frequentare i corsi di Escursionismo, Alpinismo, Scialpinismo, Speleologia, Arrampicata e Ferrate.

-Conosci persone nuove. -Testimoni il rispetto dell’ambiente montano.

-Ricevi la rivista del CAI. -Sei assicurato contro gli infortuni.

-Puoi avere sconti nei rifugi del CAI e delle associazioni gemellate in tutta Europa.

-Usufruisci dell’esperienza di persone preparate con cui andare in montagna.

-Puoi accedere alla biblioteca sezionale.

ISCRIVERSI AL C.A.I. E’ FACILE

Basta venire in Sede, il venerdì dalle ore 19,30 alle ore 21.00, portando una foto e compilando un modulo dove indicare i propri dati anagrafici e il codice fiscale.

Ritorno al sentiero: per una nuova cultura dell’ escursionismo

La rete sentieristica italiana, ricchissima di storia e di vita, è una delle più ampie d’Europa; il Club Alpino Italiano ha selezionato circa 60mila chilometri di sentieri di questo immenso patrimonio culturale che attraversa e accomuna Alpi, Appennini e Isole e lo propone a chi pratica l’“andar-per-monti”, cioè a coloro che nel tempo sono diventati i principali fruitori dei sentieri.

Il Regolamento Generale del Club Alpino Italiano stabilisce infatti che il Sodalizio faciliti “la diffusione della frequentazione della montagna e delle escursioni, anche in forma collettiva, costruendo e mantenendo in efficienza strutture ricettive e sentieri”, mentre per la legge il CAI deve provvedere “al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione di sentieri, opere alpine e attrezzature alpinistiche”. Grazie al contributo dei soci, il CAI individua, segna e cura i sentieri. Si tratta di un’importante servizio che viene offerto a tutti gli escursionisti per conoscere, valorizzare e tutelare l’ambiente, per entrare in sintonia con esso senza stravolgerlo ma al contrario rispettandolo. Il colore bianco-rosso è il “filo d’Arianna” dell’escursionismo.

Tutti possono contribuire a mantenere in efficienza la rete escursionistica, partecipando alle uscite organizzate dalle Sezioni e dai gruppi tecnici preposti, ma anche semplicemente seguendo e rispettando i segnavia, evitando scorciatoie, informando le Sezioni locali del CAI e i gestori dei rifugi, di eventuali danni o problemi lungo i sentieri. Per coloro che vogliono approfondire tali temi, la Commissione Centrale per l’Eescursionismo ha curato il quaderno dell’escursionismo n. 1 a cui si rimanda.

Diventa volontario del soccorso alpino!

Soccorso AlpinoIl corpo nazionale soccorso alpino della Campania (http://www.cnsascampania.it) cerca volontari interessati a farne parte.

Il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) è un servizio di pubblica utilità, del Club alpino italiano. Le finalità del CNSAS, definite con chiarezza dalla legge, sono:

  • il soccorso degli infortunati, dei pericolanti ed il recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale
  • contribuire alla prevenzione e alla vigilanza degli infortuni nell’esercizio delle attività connesse in queste zone
  • concorrere al soccorso in caso di calamità, in cooperazione con le strutture della Protezione Civile, nell’ambito delle proprie competenze tecniche e istituzionali.

Il CNSAS provvede al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti nel territorio montano, nell’ambiente ipogeo e nelle zone impervie del territorio nazionale. Contribuisce inoltre alla prevenzione e vigilanza delle attività riguardanti gli sport di montagna e alle attività speleologiche in queste stesse zone. Essendo anche una struttura nazionale operativa del servizio nazionale della protezione civile presta attività al di fuori dell’ambiente montano in caso di calamità naturale.

Al CNSAS è inoltre affidata la funzione di coordinamento nel caso di intervento di diverse organizzazioni di soccorso in ambito alpino o in ambiente impervio od ostile, e le sue strutture sono indicate alle regioni come «soggetti di riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso nel territorio montano ed in ambiente ipogeo».

Il CNSAS si articola sul territorio attraverso 21 Servizi costituiti ognuno per ogni regione o provincia autonoma dello Stato italiano. Ad essi convergono 31 Delegazioni alpine e 16 Delegazioni speleologiche che a loro volta racchiudono i Nuclei operativi, chiamati Stazioni, cui spetta il compito di portare soccorso. Le Stazioni alpine sono 242, mentre quelle speleologiche sono 27.

Per essere volontario del CNSAS occorre essere iscritti al Club Alpino Italiano  e di età compresa tra i 18 e i 45 anni, dopo il superamento delle prove di ammissione, necessarie per la verifica dei requisiti richiesti.

La domanda va presentata al responsabile della Stazione CNSAS competente per territorio, corredata del curriculum dell’attività alpinistica o speleologica degli ultimi due anni e di un certificato medico.

I requisiti richiesti per far parte del soccorso alpino sono la capacità di movimento su tutti i terreni di montagna, arrampicata su roccia da capocorda (4°UIAA) e su ghiaccio (60°), sci su tutti i tipi di neve e residenza in una zona montana, mentre con riguardo al soccorso speleologico occorre la conoscenza della tecnica di arrampicata e di movimento in grotta, capacità di attrezzamento e di progressione su corda e in meandro.

Coloro che sono interessati possono contattare  il presidente del Servizio Regionale della Campania GIROLAMO GALASSO al n. 331-4597777 o con e-mail  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Lavori in montagna nella prima metà del xx secolo

Venerdì 22 Gennaio 2016 alle ore 19:30, presso la sede del CAI-AVELLINO, sarà proiettato il documentario: “Il Lavoro sulle montagne irpine nella prima metà del XX secolo.

Il filmato, promosso e finanziato dal CAI-TerreAlte, presenta le attività lavorative, delle comunità montane delle nostra provincia, fra il 1930 ed il 1950, attraverso documentazione fotografica e musicale dell’epoca.

Si invitano i soci a partecipare ed a coinvolgere anche le giovani generazioni che, attraverso la visione del filmato, potranno conoscere sistemi di vita ed attività lavorative ormai scomparse.

 

Lungo la Via Francigena come un pellegrino del Medioevo

La sezione Cai Avellino, il Touring Club Italiano – Club di Territorio Terre di Irpinia e l’Associazione Sinergie di Bisaccia stanno organizzando  un cammino lungo la Via Francigena, con partenza da  Canterbury indirezione Roma e passando da Dover, per una esperienza veramente  unica. Ma cosa si prova si cammina lungo l'antica via Francigena?  Non è un'esperienza di tutti i giorni quella dipercorrere sentieri battuti da più di 1000 anni da monaci, vescovi, viaggiatori, scrittori, vagabondi.Ma come si riconoscevano fra di loro i pellegrini? Una pratica ancora diffusa oggi fra chi affronta ilCammino di Santiago de Compostela, ma anche la Via Francigena, è quella di salutarsi al suono di "Ultreya"(sempre più avanti) e di rispondersi "Suseya" (sempre più in alto), cioè un augurio di buon cammino, nonsolo nel senso fisico ma  anche in quello spirituale.

Con l'ingombrante petaso in testa, il cappello tipico dei viandanti dal tempo dei macedoni, i pellegriniavanzavano sotto la pioggia battente e sotto il sole cocente senza mai guardarsi indietro.Quando la tramontana iniziava a soffiare più forte, l'intrepido pellegrino si rintanava nel pesante mantello.La piccola bisaccia legata alla vita custodiva i pochi spiccioli per il viaggio; la strada è lunga ed il pellegrinosapeva che non gli sarebbero bastati per sostentarsi fino a Roma, ma confidava nella carità di chi avrebbeincontrato lungo il cammino.I pellegrini moderni sono molto diversi dagli antichi viaggiatori del Medioevo ma spesso sono animati dallostesso fuoco di scoperta e misticismo di un tempo.

Con comodi scarponcini, zaino regolabile, maglietta,felpa, giacca a vento e k-way tutto è molto più facile, ma 1600 chilometri attraverso luoghi che non siconoscono, con il peso sulle spalle, il sole a picco, la pioggia, il vento, le piaghe ai piedi e pochi ricoverilungo la via dove trascorrere la notte, sono una vera avventura anche nel ventunesimo secolo.Il cammino si svolgerà nel periodo 1° settembre – 18 novembre 2016 e prevede tre percorsi della durata diuna settimana ciascuna  e si rivolge a chi vuole vivere questa esperienza davvero irripetibile.Coloro che sono interessati possono dare la loro adesione a Donato Celia al numero   377 160 31 72 o cone- mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La presentazione si terrà a Bisaccia in via Mancini alle ore 17,30 di sabato 30 gennaio.