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La Mefite della valle d’Ansanto: dai versi di Virgilio alla Tentative List dell’UNESCO

“C’è un posto nel mezzo dell’Italia sotto alti monti, nobile e celebrato per fama in molte contrade, la valle di Ansanto: questo luogo è chiuso da entrambi i lati da nereggianti pendici boscose e in mezzo un fragoroso torrente fa rumore per i sassi e per il tortuoso vortice.”

E’ la descrizione della Mefite di Virgilio nel VII Libro dell'Eneide.In realtà, la Mefite, posta nella Valle d’Ansanto (Rocca San Felice), rappresenta un esempio unico in Italia   di geoarcheosito che testimonia quanta è profonda l’interazione reciproca di spettacolari fenomeni geologici e biologici,  di aspetti mitologici e religiosi, di elementi archeologici ed antropologici,  così intensa  che la rendono imparagonabile ad altri luoghi.

Nel ritenerla un sito di eccezionale valore universale e con la finalità di promuovere la bellezza e la ricchezza del territorio irpino in ambienti internazionali, il Club Alpino Italiano intende avviare la candidatura della Mefite a patrimonio mondiale dell’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura.

La presentazione dell’iniziativa avverrà il giorno 14 maggio 2016, ore 10,00, presso il Circolo della Stampa di Avellino, al Corso Vittorio Emanuele (Palazzo della Prefettura).

La Mefite della valle d’Ansanto: dai versi di Virgilio alla Tentative List dell’UNESCO“

Sabato 14 maggio 2016, alle ore 10, presso il Circolo della Stampa di Avellino (corso Vittorio Emanuele / Palazzo della Prefettura) il Club Alpino Italiano - Sezione di Avellino presenterà la candidatura della Mefite e della Valle d'Ansanto nella lista propositiva nazionale per il Patrimonio culturale immateriale dell'Unesco.

Alla conferenza parteciperanno il presidente del Consiglio regionale della Campania Rosa D'Amelio, il presidente della Provincia di Avellino Domenico Gambacorta, l'assessore alle Politiche culturali del Comune di Avellino Teresa Mele e il sindaco di Rocca San Felice Giuseppe Fiorillo.

L'introduzione sarà a cura di Francesca Bellucci, presidente della sezione di Avellino del Club Alpino Italiano. Interverranno il professore Giovanni Chiodini, dirigente di Ricerca presso l'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, esperto in processi di degassamento terrestre, con una relazione illustrativa dal titolo «La Mefite d'Ansanto: un fiume di gas vulcanici nell'Appennino», il professor Michele Sisto, geologo e cultore della materia presso l'Università del Sannio con una relazione dal titolo «La Mefite d'Ansanto: conoscenza, tutela e valorizzazione per l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale» e Mario Casarano, dirigente della Soprintendenza archeologica della Campania con «La valle d'Ansanto e il santuario della dea Mefite: dove inizia l'Acheronte che spalanca le fauci pestifere».

Le conclusioni saranno affidate a Raffaele Luise, presidente regionale del Club Alpino Italiano.

I sentieri storici del Partenio

Un dettagliatissimo articolo apparso su ORTICALAB che parla del seminario tenuto presso la Biblioteca Alfonso Biondi dell’Istituto De Sanctis – D’Agostino, in collaborazione con il Club Alpino Italiano e il Parco del Partenio

ARTICOLO

Corso base escursionismo

Giovedì 28 aprile, alle ore 18,00, in sede, avrà luogo il terzo incontro del corso base di escursionismo, organizzato dal Consiglio Direttivo per promuovere una frequentazione consapevole della montagna.

L’incontro ha per oggetto  la gestione del rischio in montagna, il ruolo del soccorso alpino e l’intervento di primo soccorso.

In montagna, dove il terreno è spesso ripido,  in inverno ci sono le slavine, il tempo cambia velocemente, l’erba può essere bagnata, il sasso può cadere da solo,  può capitare che si verifichi un incidente, come talvolta leggiamo sui giornali o ascoltiamo in tv; spesso per superficialità, disattenzione o vanità   e non vi   sono le misure di prevenzione della 626 da rispettare.

Dunque, andare in montagna comporta dei rischi, come per qualsiasi attività umana. Talvolta ci sono gli angeli che intervengono, ma quello che conta è l’abbassamento e la gestione del rischio, ovvero il processo decisionale  col quale si stima il rischio e successivamente si sviluppano delle strategie per governarlo.

A parlare di questi argomenti ci sarà Girolamo Galasso, Presidente Regionale del  Soccorso Alpino e Speleologico della Campania, e il Dott. Nico Pagano.

Il sentiero dei pellegrini, interrotto dalla caduta di massi dal costone sovrastante

Una brutta notizia. Il sentiero, dedicato alla Madonna di Montevergine, è interrotto nell’ultimo tratto, dove si percorrono le Stazioni della Via Crucis, a causa di un lieve cedimento della parete superiore che ne ha reso pericoloso l’attraversamento. Due transenne sono state poste in prossimità del tratto finale a tutela di chi vuole raggiungere il santuario.

Il sentiero, percorso fuoriporta per tanti avellinesi, panoramicissimo, risale a San Guglielmo e trasuda fede religiosa; ricco di storia, leggende e folclore, costituisce un tutt’uno col pellegrinaggio a Montevergine. Una delle più tenere delle tradizioni apparteneva ai giovani innamorati, i quali avevano eletto la Madonna loro patrona e a Lei si rivolgevano per la realizzazione dei loro sogni. Lungo il sentiero, si scorgevano cespugli di ginestre annodati; erano le ragazze o donne non ancora “maritate” ad intrecciare i nodi, che diventavano simbolo del nodo nuziale. Se si sposavano, infatti, sarebbero tornate l’anno successivo, in compagnia dello sposo, a sciogliere il nodo, con la benevola protezione della Madonna.

L’auspicio è che presto vengano realizzati gli interventi per renderlo sicuro e restituirlo alla comunità.